COMITATO ex Protocollo 14 marzo 2020

In data 14 maggio 2020, in modalità videoconferenza, si è nuovamente riunito il Comitato istituito con il Verbale d’Accordo del 23 marzo 2020, ai sensi del Protocollo sottoscritto in data 14 marzo u.s. dal Governo e dalle parti sociali. L’ordine del giorno prevede l’approfondimento dei seguenti temi: 1. “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” fra il Governo e le Parti Sociali del 24 aprile 2020. 2. Evidenze emerse dagli incontri degli OPR regionali. 3. Aggiornamento DVR ed Istruzioni Operative di Sicurezza PCL: avvio consultazione Preliminarmente le Parti si sono date atte reciprocamente che le misure organizzative adottate nel corso della fase 1 dell’emergenza sanitaria hanno costituito una adeguata risposta in un contesto di straordinarietà. Il Comitato ritiene opportuno che l’attuale fase 2 sia caratterizzata dal progressivo ripristino delle modalità organizzative preesistenti, ferma restando la prioritaria necessità di continuare a garantire i necessari standard di sicurezza per i lavoratori. Per quanto riguarda il punto 2, viene rilevato che in molte regioni, nel corso delle ultime settimane, si sono riuniti gli OO.PP.RR. Le tematiche principali su cui si è concentrata l’attenzione dei diversi comitati regionali ha riguardato l’utilizzo delle mascherine, il mantenimento della distanza interpersonale prevista tra i lavoratori sui luoghi di lavoro, il monitoraggio di sanificazioni e pulizie sia degli ambienti che dei mezzi, la pulizia dei filtri per la climatizzazione degli ambienti e la verifica degli impianti, la formazione prevista sulle tematiche delle sicurezza, le informative sui comportamenti da tenere nel corso della “fase 2”, le schermature in plexiglass per le sale consulenza e per gli 2 uffici postali lay-out in fase di prossima riapertura, le attività in modalità Smart Working. Le Parti confermano che la sussistenza delle condizioni di sicurezza previste dal Protocollo 14 marzo 2020 integrato dal Protocollo 24 aprile 2020 costituisce il requisito indispensabile per lo svolgimento delle attività lavorative; pertanto, in assenza delle suddette condizioni, la prestazione lavorativa non potrà essere resa. Le Parti riconoscono l’importanza di tali momenti di verifica ed approfondimento a livello territoriale e raccomandano di procedere ad ulteriori ravvicinati incontri, al fine di accompagnare con la massima efficacia l’avvio della “fase 2” in linea con le linee guida e le indicazioni che verranno fornite a livello centrale. Alla luce di ciò, tenendo conto di quanto previsto dal Protocollo del 24 aprile 2020, gli OO.PP.RR. assumono anche la veste di Comitati territoriali per la verifica dell’implementazione delle misure stabilite nell’ambito del presente Comitato nazionale. L’Azienda sta proseguendo nell’installazione di termoscanner nei siti a maggiore presenza di personale, il cui utilizzo avviene in coerenza con le disposizioni normative vigenti che, in primis, impongono il divieto di uscire di casa in presenza di temperatura superiore a 37,5°. A tal proposito l’Azienda, come concordato nel corso dei precedenti incontri del Comitato, ha ulteriormente sensibilizzato i lavoratori al rispetto delle previsioni legislative; resta fermo che l’Azienda continuerà a monitorare l’evoluzione normativa della tematica, anche con riferimento alle regolamentazioni territoriali la cui applicazione avverrà in raccordo con le disposizioni governative. In coerenza con quanto indicato nel verbale di riunione del Comitato del 21 aprile 2020, è stato ribadito che la precauzione fondamentale da adottare ai fini del contenimento del contagio è la distanza interpersonale prevista, il cui rispetto è obbligatorio, laddove possibile, in relazione alla tipologia di attività lavorativa; anche alla luce delle previsioni dell’Allegato 6 al DPCM 26 aprile 2020, l’uso delle mascherine è obbligatorio ogniqualvolta non sia possibile mantenere costantemente la distanza interpersonale nonché in occasione dell’utilizzo degli spazi comuni (es. corridoi, scale, ascensori, bagni, mensa e bar). In merito al tema dei condizionatori, l’Azienda conferma che sarà riservata una particolare attenzione alla sanificazione ed alla corretta manutenzione degli impianti di areazione anche al fine di evitare condizioni che possano agevolare la 3 volatilità del virus. In particolare, si conferma che è stato completato il primo ciclo di sanificazione dei filtri e che è in corso il secondo ciclo che, come previsto, sarà completato entro il mese di maggio. L’Azienda conferma di aver disposto di escludere gli impianti di ricircolo ove vi è una miscelazione tra l’aria di rinnovo e l’aria di espulsione; nei casi in cui non si possa escludere, si procederà con interventi di sanificazione dell’aria che viene riemessa in ambiente. Circa il ruolo dei medici competenti l’Azienda ha ribadito che gli stessi sono stati edotti tempestivamente in ordine alle procedure concordate in particolare per la gestione dei lavoratori in condizione di fragilità; ferme restando le prerogative di tale figura, le Parti condividono l’opportunità di porre la massima attenzione alle realtà territoriali ove dovessero registrarsi eventuali difficoltà, anche avviando specifici focus. Si conferma la partecipazione dei MCT alle riunioni dei Comitati/OO.PP.RR. Nel corso del mese di maggio saranno ulteriormente incrementate le attività di sorveglianza sanitaria evitando lo spostamento del personale verso gli ambulatori dei medici competenti, laddove sia possibile svolgere in sicurezza le visite presso i siti aziendali. Per quanto riguarda il trattamento dei sintomatici, il Comitato prende atto che a breve verrà rilasciata la relativa procedura e lo stesso sarà disciplinato nel DVR. In particolare, sarà disposto quanto segue: • il lavoratore presente in azienda che sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quale la tosse, deve informare immediatamente il proprio responsabile/preposto. Questi deve: – isolare il lavoratore; – segnalare immediatamente il caso al proprio Dirigente Delegato Gerarchico ex art. 16 D.Lgs. n. 81/08. Il Dirigente Delegato Gerarchico, anche con il supporto del servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, in sinergia con la competente funzione di Risorse Umane, deve contattare l’autorità sanitaria competente ed i numeri di emergenza per il Covid-19 istituiti dalle Regioni o dal Ministero della Salute, per fornire tutte le informazioni necessarie alla gestione del 4 caso. Tali informazioni devono riguardare sia il lavoratore interessato che tutti quelli presenti negli ambienti di lavoro da questi frequentati e per i quali devono essere valutate dalle medesime Autorità le misure di isolamento secondo le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie; • nel caso in cui un lavoratore sia stato riscontrato positivo al tampone Covid19, le funzioni aziendali competenti devono collaborare con le autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” con tale lavoratore al fine della corretta applicazione delle misure di quarantena. É necessario procedere alla sanificazione dei locali in cui ha soggiornato il lavoratore riscontrato positivo al Covid-19, prima che questi possano essere riutilizzati. Su tutti questi aspetti sono proseguiti gli approfondimenti già effettuati nel corso dei precedenti incontri del Comitato analizzando, in modo particolare, gli ulteriori interventi da realizzare alla luce della “fase 2” già in corso dal 4 maggio scorso. A tale riguardo, particolare attenzione è stata riservata al Protocollo del 24 aprile 2020 e alle linee guida dell’INAIL note come “documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”. Alla luce del documento di cui sopra, il Comitato ha avviato un’attenta valutazione sulle misure da adottare per prevenire e ridurre il più possibile ogni rischio di contagio per i lavoratori. Come è noto nella prima cosiddetta fase 1 sono state attuate una serie di misure organizzative di prevenzione e protezione resesi necessarie nel contesto emergenziale per garantire il lavoro in sicurezza in linea con quanto previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure di contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020. Ora, il sistema di prevenzione nazionale ed aziendale realizzatosi nel tempo, con il consolidamento dell’assetto normativo operato dal D.L. n.81/08 offre la naturale infrastruttura per l’adozione di un approccio integrato alla valutazione e gestione del rischio connesso all’attuale emergenza pandemica. 5 Le misure da adottare, quindi, possono essere così classificate: • modalità di accesso in azienda; • misure igieniche principali; • misure comportamentali e procedurali a tutela della sicurezza dei lavoratori. Le medesime formeranno oggetto di specifici Protocolli distinti per i principali ambiti organizzativi, che saranno di volta in volta presentati nel corso degli incontri del Comitato per i necessari approfondimenti congiunti, unitamente alle bozze dei DVR delle Unità Produttive, aggiornati in funzione delle disposizioni normative intervenute ed in coerenza con la Linea Guida emanata dall’INAIL, oltre alle relative Istruzioni Operative di Sicurezza. In occasione della riunione odierna l’Azienda ha illustrato il Protocollo, il DVR e le Istruzioni Operative relative alle Misure igieniche e ai comportamenti da adottare per il contenimento del rischio di contagio dal nuovo coronavirus, nonché quelle per la gestione dei casi sintomatici di Covid-19 in Azienda e del processo di rilevazione della temperatura corporea, riferiti a PCL. In merito al DVR e alle IOS le Parti hanno condiviso di attivare il confronto a livello territoriale, nell’ambito degli OO.PP.RR., avviando in tal modo la prevista procedura di Consultazione di cui al Verbale di riunione del 19 ottobre 2004, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008. In tale contesto si precisa che l’Azienda sta seguendo attentamente l’evoluzione relativa alle indicazioni che le Autorità stanno fornendo in relazione alla somministrazione dei test sierologici, all’esito delle quali saranno adottate le opportune determinazioni. Resta fermo che, laddove ordinanze regionali prevedano l’obbligatorietà dei test sierologici per il personale di Poste Italiane che abbia contatti con il pubblico, l’Azienda garantirà la più ampia collaborazione. E’ in corso di predisposizione una specifica campagna informativa per i Preposti in merito alla gestione ed ai corretti comportamenti da adottare nel corso della Fase 2. Il Comitato, alla luce delle novità previste dal già citato Protocollo del 24 aprile scorso, ha analizzato le azioni da adottare nelle principali funzioni (PCL, MP e COO) nonché presso le altre strutture aziendali. L’Azienda conferma che particolare attenzione sarà riservata alle lavoratrici gestanti, per le quali non è previsto lo svolgimento dell’attività lavorativa in sede fino al permanere della situazione di emergenza; relativamente al personale di 6 staff di Corporate in regime di Lavoro Agile, l’Azienda ha rappresentato che per il momento non saranno interessati dal rientro i lavoratori in condizione di fragilità nonché i dipendenti conviventi con familiari in condizione di fragilità. Le Parti convengono, in occasione della prossima riunione del Comitato/OPN già fissata per il 20 maggio p.v., di effettuare uno specifico approfondimento sulle Aziende del Gruppo e, in particolare, su Postel.